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90° sopra il fuoco

Albergo Windsor, Nizza

Benoit Barbagli

con Palam

 

 

Benoît espone nella hall del Windsor Hotel, concentrandosi su un mezzo: il fuoco. Propone che alcuni membri del collettivo PALAM, di cui fa parte, si occupino del giardino. Fotografie, sculture e dipinti, tutti costruiti ed eseguiti in un ambiente naturale, come un tentativo tempestivo di domare nuovamente questo pericoloso e affascinante fenomeno.

 

 

Catalogo della mostra visto

 

Con opere di :

Aimée Fleury Mona Barbagli, Evan Bourgeau, Tristan Blumel

E la partecipazione di :

Camille French Guerra, Celia Vanhoutte, Gabriel Ferrandiz

 

 

Questo rituale performativo ha avuto luogo durante la superluna dell’8 marzo 2020, pochi giorni prima del primo confinamento, venite a vedere il risultato all’Hotel Windsor il 29 maggio alle 14.

 

Espressione di un’emozione carnale:

Expression dune émotion charnel - E 2020 60 x 60 cm
Expression dune émotion charnel - C F 2020 60 x 60 cm
Expression dune émotion charnel - C 2020 60 x 60 cm
Expression dune émotion charnel - B 2020 60 x 60 cm
Expression dune émotion charnel - A 2020 60 x 60 cm
Expression dune émotion charnel - G 2020 60 x 60 cm
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Aimee Fleury

Aimée Fleury, Dov’è il sublime, 2020

Biografia Aimée Fleury

Aimée Fleury è nata a Parigi nel 1998. Dopo un’educazione rigorosa in una scuola gesuita monosessuale, ha mosso i primi passi al Pavillon Bosio, la scuola di arte e design di Monaco.

Sempre più tormentata da una società repressiva, regressiva, violenta, paternalista, moralista, egocentrica, espansionista e nevrotica, Aimée costruisce un santuario, una solitudine rilkiana tra sé e gli altri, simile a una terra di nessuno. Come giavellotti, lancia opere sempre più paradossali in questo spazio di dubbi, conflitti e giudizi.

È di fronte a questa triste constatazione che l’artista comincia ad avvicinarsi a un lavoro più atmosferico, concettuale e sociale. Alla ricerca di un’estetica della dolcezza per trasmettere le richieste di aiuto, la sua materia prima non è altro che la sostanza sensibile delle persone che lo circondano. Il suo protocollo sembra sempre partire da un campionamento dell’agente di disturbo. L’opera che ne risulta è troppo “letteraria” per mostrare i racconti dell’Antropocene. Ha sempre vissuto nei paradossi del suo tempo, e la desolazione che ne deriva è il soggetto della sublimazione. Per quanto si sia disarmati di fronte alle immagini che evoca, l’artista ha scelto di riderne piuttosto che piangere.

Riunirsi in uno psicopatico a due motori, fare una ritirata/fuga verso la natura e l’attivismo accentuato sembrava la mossa meno futile alla luce del mondo che lo circondava. Con il suo complesso di impostore che la trattiene, Aimée è diventata lentamente una specie di mito per la sua assenza.

Poiché lo stato di coscienza o di incoscienza personale dell’artista Aimée Fleury è venuto a mancare negli ultimi tempi, non promettiamo il suo ritorno imminente.

Se ha dato qualche indicazione che la sua partenza è permanente, allora vi terremo informati prima che il suo rating salga esponenzialmente.

Dov’è il sublime?

Dov’è il sublime? è un tentativo di ridefinire l’idea, un’apertura verso la contemplazione di un mondo che stiamo distruggendo. È una ricerca di ricongiungimento con l’istinto interiore che abbiamo imparato a dominare, a soffocare. Questo concetto è naturalmente legato all’idea della dea immanente del movimento ecofemminista. Il sublime, parte di ognuno di noi, ci collega a un ecosistema che va oltre noi, ci immerge nell’empatia dei viventi. L’opera fa parte della pratica artistica complessiva dell’artista Aimée Fleury. I suoi eco-manifesti hanno già preso la forma di manifestazioni individuali in natura per difendere il concetto di Auto-museo e la ricerca del sublime nel primo contenimento del 2020. Utilizzando il drone per realizzare tracce fotografiche di azioni passate, l’approccio qui è, pur assimilandosi al movimento impegnato delle incollatrici, di far riapparire l’arte militante nella sfera contemporanea istituzionalizzata, per dare il suo valore estetico alla lotta femminista ed ecologica.

Instagram :

@aimeefleury

 

+Più informazioni sull’opera

Evan Bourgeau

Fuoco nel fuoco

2020

Evan Bourgeau e Palam

Un’immagine mentale, una sensazione realizzata.

Non so chi è il fuoco, chi è il falso.

questo è un archivio di un momento che non esiste

 



Biogra



phy :

 

 

 

 

Mona Barbagli

COLONNA LUCE
Tessuto di cotone/tinta/acqua, 2020, 5 m x 0,3 m.
Appendere questa spina dorsale tra il cielo e la terra su un albero è i colori primari della sintesi additiva. Questi colori primari della luce a contatto con l’acqua creano piccoli arcobaleni casuali intorno ai bordi. Un gioco tra i colori della luce e le emozioni che tocca in noi. Sospeso verticalmente, si muove con il vento, secondo gli elementi.
Sito web: https: //www.mona-barbagli.com/

Biografia :

Laureata alle Beaux Arts de Nantes, Mona Barbagli si occupa della questione delle interazioni sensibili specifiche dell’uomo.
Collega ogni emozione provata a un colore per descriverla e usa diversi media come la video performance, il tessuto e la cera per trasmetterla.

Tristano Blumel

Le iniziali della parola “fuoco” osservate al microscopio poetico, per rivelare la sua composizione minima. Ma la sostanza è instabile, bisogna essere giocosi, e andare alla deriva con essa fino all’incandescenza del linguaggio, qui ritrascritto in tre latrati della tempesta Alex.

F.E.U

20*10*5

poesia pirografata su legno

trittico, pezzo unico

2021

L’elogio dell’amore ha preso nella sua danza ibrida, dove il calore e l’incertezza si susseguono, fino a quando rimane solo il fumo appassionato, e il suo carattere altamente volatile.

Estratto di fiamma

15*20*5

poesia su carta, cornice di legno

pezzo unico

2021

Biografia :

Tristan Blumel, nato nel 1989 in Alta Savoia, vive e lavora a Nizza, dopo lunghi viaggi. Impegnato in un lavoro creativo che va dai giochi su carta alle performance orali, lavora costantemente per dare alla poesia una presenza più ampia nello spazio contemporaneo. La sua prima raccolta “Le Lampadaire et la Baignoire” è pubblicata da Abordo. È membro del collettivo artistico nizzardo PALAM, il cui focus creativo è sulle passeggiate nella natura, così come del collettivo di poesia contemporanea La Dernière Vague, del collettivo di reportage socio-poetico La Trace Des Pas, e del coordinatore dell’associazione DEL’ART.

OGGETTO:

Presenza nel mondo, hybris, litri di secondo, parole.

TECNICO:

Lingua su carta, vaso di discorso, disgiunzione sintattica, tempesta

in P.E.T., paesaggi in trombe d’acqua.

 

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