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mostra collettiva

Sandra Aubry e Sebastien Bourg

Benoit Barbagli

Dimitri Mallet

Celia Nkala

Betti Nin

Curatore: Camille Frasca & Antoine Py

Immergersi nelle radici di un’opera, interrogarsi sul rapporto con l’origine della materia, con questa identità, di cui nella pratica plastica non ci si libera mai. La prima storia dell’arte, che può essere definita proto o primitiva, è prima di tutto una storia dell’oggetto, incentrata inizialmente sul plastos, la materia. Si tratta quindi di guardare nella matrice dell’opera, da dove viene, una radice come un rizoma, minerale, vegetale, plastica, riciclata, … Si tratta anche di mettere in discussione la cultura della materia, al di là anche dei primi fenomeni sensoriali, e quindi di un “culto” della materia. Di un significato che trova in un “oltre” la prima impressione, nelle evocazioni nate dalla vista e dal tatto.

Certo, è il rapporto antropologico con la materia che ci interessa, come l’uomo si pone in relazione con essa; rapporto carnale e non carnale con la materia, unicità del materiale o mezzi misti privilegiati, purezza o trasformazione o addirittura modificazione, nel senso che si trova in una composizione organica o chimica che dice qualcosa di sé.

E che significato danno gli artisti alla materia stessa? Quali virtù gli attribuiamo? Il simbolismo e il significato dei materiali sembrano spesso negativi, eppure le proposte di Sandra Aubry e Sébastien Bourg, Benoît Barbagli, Dimitri Mallet, Célia Nkala e Bettie Nin ci interrogano sui nostri riferimenti e sul nostro rapporto con i limiti tra finzione e realtà.

Inaugurazione sabato 3 marzo alle 18:30

In 114 rue de la Folie-Méricourt 75011 Parigi

Dal 3 al 17 marzo 2018, aperto venerdì, sabato e domenica, dalle 14:00 alle 19:00.

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